In Active, Diving

Disponibili su richiesta sistemazioni in tutti gli alberghi e pensioni delle isole polinesiane.

La Polinesia Francese è costituita da un’insieme di isole situate nel Pacifico Meridionale, le cui acque territoriali occupano una superficie vasta più o meno come l’Europa. Tahiti, l’isola principale, si trova al centro di una linea ideale che unisce la California all’Australia.
A 5 km da Papeete, capoluogo tahitiano e capitale amministrativa, si trova l’aeroporto internazionale Faa’a, costruito sulla laguna in prossimità dei grandi alberghi.Da Papeete, quindi, è possibile volare o imbarcarsi alla volta della propria isola di destinazione

Isole basse e isole alte, cime aspre e sabbie rosate, blu cobalto, verde smeraldo e bianco candido; solo la Polinesia Francese sa offrire una tale varietà di paesaggi.
Tahiti è solo la punta di questo diamante sfaccettato, un’area che fa da ponte tra l’Oceania e il Sud America e punteggiata da 118 isole divise in 5 arcipelaghi, 118 mondi da scoprire nelle singole peculiarità

L’Arcipelago delle Australi: Raivavae, Rapa, Rimatara, Rurutu, Tubuai
Cinque isole, situate circa 1000 Km a sud di Tahiti sul tropico del Capricorno, compongono l’arcipelago delle Australi, abitate da abili pescatori e agricoltori residenti in splendidi villaggi dalle case costruite con pietre coralline. Godono di un clima leggermente più fresco di quello di Tahiti e la terra, molto fertile, ha valso loro il soprannome di “granaio della Polinesia”. Le donne si dedicano dalla notte dei tempi all’intreccio delle fibre vegetali di pandano, cocco e aeho (giunco nativo), con cui creano cappelli, borse, cestini, paralumi e tovaglie di grande bellezza. Una fervente attività religiosa scandisce le giornate degli abitanti, in massima parte di credo protestante; ma la profonda spiritualità odierna non deve far dimenticare l’importanza di antiche culture: alcuni siti archeologici di grande interesse testimoniano di presenze umane sull’isola di Rurutu già attorno al 900 d.C.

L’Arcipelago delle Gambier :Mangareva l’isola più grande
La culla delle perle polinesiane ha nome di Isole Gambier. Nelle calde e placide acque racchiuse da una barriera corallina di 80 Km di lunghezza, i quattordici isolotti che compongono questo arcipelago formano, difatti, lagune quantomai propizie alla coltura delle ostriche.E’ quest’attività che rende famose le Gambier, soprattutto Mangareva, l’isola più grande; nel suo capoluogo, Rikitea, è possibile ammirare la Cattedrale di Saint-Michel, uno splendido esempio di come l’artigianato locale possa assumere a tutti gli effetti la connotazione di arte: l’edificio, interamente costruito con blocchi di corallo, custodisce un altare la cui superficie è tempestata di perle e di conchiglie madreperlacee Ma la cattedrale non è l’unica testimone del profondo senso di religiosità della popolazione: più di cento sono le chiese cattoliche da visitare, avamposti di un sincretismo che valorizza anche i molti reperti dell’arcipelago; escursionisti e appassionati di archeologia troveranno grandi motivi di interesse in queste isole.

L’Arcipelago delle Marchesi: Fatu Hiva, Hiva Oa,Nuku Hiva, Tahuata,Ua Huka,Ua Pou
Terra di confine, avamposto settentrionale per le migrazioni e colonizzazioni che, a partire da quella mahori, hanno caratterizzato quest’angolo del Pacifico del Sud, le Marchesi mantengono tuttora un profondo legame con la storia e le tradizioni; proprio in queste isole l’arte sacra e rituale del tatuaggio (ta’tau in polinesiano) raggiunge le sue massime espressioni.
Ma sono tanti i motivi di fierezza per la popolazione locale: le antiche vestigia rappresentate dai monumentali tiki di Hiva Oa, la peculiare produzione artigianale, i paesaggi scoscesi che hanno incantato ogni viaggiatore, da Melville a Jacques Brel, la rinascita culturale che strappa all’oblio del tempo danze e antichi riti; ogni aspetto di questo arcipelago invita a scoperte dalla fascinazione particolare.

L’Arcipelago della Società: Bora Bora, Huahine, Maupiti, Moorea, Raiatea, Tahaa, Tahiti,Tetiaroa
Considerato, a ragione, uno dei luoghi più belli al mondo, l’arcipelago di Tahiti, conosciuto col nome di Isole della Società, è composto dalle Isole del Vento e dalle Isole Sottovento.
Il territorio è montuoso, caratterizzato dalla presenza di scoscesi picchi vulcanici ricoperti di rigogliosa vegetazione, mentre le coste sono orlate da spiagge e lagune di incomparabile bellezza: la sabbia assume sfumature che solo qui si possono ammirare, dal bianco più puro, al nero, al rosa, al malva.

L’Arcipelago delle Tuamotu: Anaa, Arutua, Fakarava,Kaukura,Manihi,,Mataiva, Nukutavake, Rangiroa,Takapoto,Takaroa,Tikehau.
Famoso per le stupende barriere coralline che circondano i suoi atolli, l’arcipelago delle Tuamotu è il paradiso degli amanti del diving, ideale per tutti coloro che amano la tranquillità: il tempo scorre sereno nei piccoli villaggi dove i visitatori possono immergersi nel ritmo quotidiano degli abitanti, dediti alla coltura della preziosa perla nera. Le abitazioni sono semplici, con muri imbiancati a calce, ma negli interni rivelano l’attenzione dedicata al dettaglio decorativo; molti tra questi alloggi possono essere affittati da coloro che desiderano una vacanza in piena libertà.
Seppur distanti dal trambusto del mondo moderno, non sono affatto isolate: sono dotate di tutti i confort come l’elettricità, che viene prodotta utilizzando l’energia solare, l’acqua che viene raccolta in cisterne, e tutti i mezzi di comunicazione più moderni. Le Tuamotu sono la meta ideale per una fuga dal mondo da vivere in simbiosi con gli elementi naturali, tra cielo e terra, in un luogo fuori dal tempo.

COSA C′È SOTTO L′ACQUA

Grandi emozioni proverete quando vi tufferete nelle acque della pass, che collega la laguna con il mare aperto.
Ci si getta in acqua di solito quando la marea riversa milioni e milioni di litri d’acqua da un bacino all’altro, generando correnti.
Si tratterà solo di lasciarsi andare, ed osservare per via decine di squali, mante, aquile di mare, tonni, delfini che ci attendono proprio la, dove il fiume in piena si calma nelle acque tranquille e cristalline dell’oceano.
Due sono le pass principali: Avatoru e Tipouta.
Ma altrettanto emozionante sarà immergersi scenderemo lungo la spettacolare parete esterna che scende ripida fino a 1200 metri, e ci fermeremo ad osservare la grande quantità di squali, delfini, barracuda, e altri abitanti del regno di Nettuno, che ci passa di fronte come in una sfilata.
Ma non potremo dire di aver visto la Polinesia se non avremo trascorso qualche giorno alle isole di Bora Bora o Moorea, le grandi isole di lava nera, circondate dal reef e dalla laguna che da sempre hanno stregato i naviganti.

QUANDO ANDARE

Le isole polinesiane godono di un clima gradevole, rinfrescato dagli Alisei del Pacifico presenti tutto l’anno.
La temperatura media è di circa 27°C, mentre l’acqua delle lagune è sempre stabile intorno ai 26°C.
Nel corso dell’anno si distinguono due stagioni,
Stagione  calda e umida, da novembre a marzo,
Stagione secca da aprile ad ottobre.
Gli arcipelaghi dell’estremo sud, Australi e Gambier, essendo più distanti dall’equatore offrono un clima più fresco.

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